...mangino brioches...

il cuore ha piu' stanze d'un casino
mercoledì, 22 marzo 2006

SI FA PRESTO A DIRE ACQUA

un bicchiere d'acque (Magritte - La corde sensible)

 Con l'acqua il paese di mia madre cominciava e finiva.
Cominciava con la fontana dell'Acqua medicinale, che aveva sette virtù: faceva i denti bianchi, catturava la luna, dava sapore al pane, curava la gotta, la mossa di stomaco, la risipola e i sogni veritieri, ma non poteva nulla contro il malanimo. La fontana era dopo la curva, circondata da pietre e felci preistoriche.
Dove andiamo? Andiamo all'acqua medicinale.
E così io e le mie cugine passeggiavamo fino all'acqua e poi indietro, dopo aver bevuto alle cannelle di ferro, che erano sempre appannate come di brina, perché l'acqua era gelida, e veniva da un altro mondo, molto più antico del nostro. Infatti non aveva sapore d'acqua: era amara come l'erba, o forse salata come i castagni, o scura come certi boschi impenetrabili che circondavano da ogni lato il paese. Aveva un sapore sottile, diritto in fondo, inspiegabile.
Questa è acqua buona, dicevano a noi di città, ridendo coi loro denti bianchissimi e sgranati.
Sì, annuivamo noi, il mento gocciolante e la bocca intorpidita.
L'acqua, intanto, scendeva nei nostri organismi cittadini, pesante come la salute delle pietre, della valle e della montagna, che risaputamente sono immortali, e più vecchie di dio.

 Il paese finiva all'argine della fiumara, invece, che era acqua cattiva, incostante e femmina.
Appariva, spariva, spingeva la sua lingua di detriti dentro il sottobosco, spaventava gli animali e insidiava le case.
La fiumara ci odia tutti... e qualche giorno... , diceva mia nonna, che aveva il gusto delle catastrofi. Diceva che la sentiva scorrere sotto terra, sotto la strada, sotto la casa, e qualche giorno si sarebbe portata via tutto il paese. La sentiva anche d'estate, quando diventava un ruscello o anche meno, un niente, un ricordo, una sete d'acqua e pietre spaccate dalla rabbia e dal sole.
Lei diceva che un ventre d'acqua tiene ogni cosa, e tutto finisce e comincia lì. Come il paese.

 Questo per rammentare che oggi è la Giornata dell'acqua.
Perché, dai tempi di mia nonna, l'acqua s'è trasformata. Ora gira in vestiti di pvc anche molto eleganti, e la invitano ai convegni degli ambientalisti, la fanno recitare negli spot. Ora ne hanno paura, non perché è troppa ma perché non ce n'è abbastanza. Ora si può parlare dell'acqua secondo la percentuale di sodio, gli oligoelementi e il ph. Il punto è che è rimasta a scorrere là sotto, e la possiamo sentire, lontana e minacciosa.

 E mi viene in mente anche un'altra acqua, di cui m'hanno parlato ma che non ho mai visto o toccato: l'acqua delle saline di Trapani. Anche quella col sale è una guerra antica. Lo si deve attirare fuori dal mare, farlo venire in superficie, bianco come la luce. Così l'acqua passa la sua via crucis per perdersi, sparire, tornare altrove, dappertutto.
E l'acqua non è inodore, incolore e insapore. L'acqua può avere un sacco di nomi. Guardate un poco qui : tutti i nomi dell'acqua delle saline, l'acqua tormentata e spinta via dagli uomini. L'acqua che - secondo mia nonna - prima o poi si vendicherà.
Chissà, fra centomila anni il mondo sarà un cristallo di sale, e l'acqua una corona di ghiacci, in sogno.

postato da manginobrioches alle ore 22:47 | Permalink | commenti (26) / commenti (26) (pop-up)
categoria: insolitudini, croniche familiari, ecolaliste



Commenti
#1    22 Marzo 2006 - 23:18
 
Anna che bella questa storia!
Adesso te ne conto una io:
Al mio paese, che non è il mio paese ma quello di mio padre, e fa lo stesso, in una valle tra le colline, c'è una sorgente solforosa: "l'acqua du surfu".
In quel luogo erano avvenuti fatti comici, grotteschi, strani e mio padre e mio zio Cirillo sempre andavano raccontando aneddoti strambi ed un po' magici, là svolti, che facevano ridere tutto il paese.
Quando io e mio cugino/fratello buonanima Sandro andavamo là a bere ed sbrodolarci, a bagnarci, a rinfrescarci, a curarci, lui diceva:
"Mario, questo è un lugo mitopoietico!!!
Qui è luogo arcaico e prisco di ninfe e fauni silvestri..."
Fatto sta ed è che una volta eravamo lì che ce la contavamo e c'era pure testimone mio figlio Nicola, che arrivano con una macchina vecchia e grossa tutta una famigliona che parlavano un dialetto arcaico monferrino e dissero e fecero tanti di quelle urla e sganasciamenti, tante di quelle stranezze gargantuesche simili a quelle delle storie dei nostri padri, avvenute nel 1910 circa, che ne stupimmo tanto dall'immaginare che il mondo fosse indietro tornato e che i tipi singolari fossero apparizioni, fauni, ninfe e non reali.
E' la "Funtan'a du surfu".
Io ci torno sempre.
MarioB.
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#2    23 Marzo 2006 - 01:28
 
bellissima, ma anchio ne aggiungo una. Vicino a una casa che ho in campagna c' è una fonte di acqua molto fredda e un po' ferrosa, gli indigeni ne hanno sempre decantato le proprietà, a mezzogiorno li vedevo passare coi loro fiaschi rugiadosi mentre se la portavano in tavola. Io non l' ho mai bevuta. Due anni fa finalmente le autorità l' hanno fatta analizzare e dopo settimane hanno messo un cartello sulla fonte: "acqua non potabile".
utente anonimo

#3    23 Marzo 2006 - 01:46
 
H2O, pare facile e poi una infinità di sali (e non solo) disciolti.
Certo il cartello "non potabile" significa solo che l'acqua non è sottoposta alla clorazione! Certezza burocratica che l'acqua non contiene simpatici ospiti pericolosi.
La mafia che sull'acqua di irrigazione ha costruito il suo primo impero.
Quante storie per due atomi di idrogeno e uno di ossigeno.
Lucrezio dimostrava la sua teoria atomistica osservando l'acqua che gocciolava dai panni lavati, poi le particelle infinitesimamente piccole si liberavano in aria, tanto erano piccole da volare, e i panni restavano asciutti!
La profezia della nonna si avvera periodicamente con gli eccessi da una parte e dall'altra.
Per adesso piove parecchio (che le preghierine di Toto' vasa vasa abbiano avuto effetto?), ma quanti anni abbiamo trascorso con l'incubo della siccità, della desertificazione?
utente anonimo

#4    23 Marzo 2006 - 09:51
 
che poi, si sta parlando dell'uomo.
Perché ci han sempre detto che il nostro corpo è fatto al 70% d'acqua.
Che poi, a questa cosa mica ci ho mai creduto.
Provate a strizzarvi, ad appendervi alla corda del bucato, a succhiarvi un pollice durante i torridi meriggi e canicolari.
Macché, neppure una stilla.
Secondo me mica è vera, allora e quindi, la fanafaluca che siamo gente d'acqua.
Io credo si sia fatti invero e al contrario di roccia basaltica, foglie di castagno e nidi d'aquila (su quest'ultima cosa non sono sicuro, però).
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#5    23 Marzo 2006 - 10:25
 
Marius! Ora ci devi raccontare tutte le storie dell'"acqua du surfu", goccia a goccia. Perché l'acqua ricorda tutto e sa tutto.

raccoon, le autorità sono gelose, e pure acchittate con la lobby delle acque minerali, si sa.

noirgotan, l'acqua è una piaga e una delizia. qui lo sappiamo bene: ci mostra tutti i suoi lati infami e magnifici, e noi la chiudiamo nelle vasche a martirizzare la sua bocca salina. ora piove, sì: la mafia dell'acqua è contenta...

Herr Effe, non tutti aquile, non tutti. (ma sull'acqua sì: è un'acqua di dentro, che fuori sembra solida, e su cui non puoi scrivere niente, come in certe persone).


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#6    23 Marzo 2006 - 10:56
 
L'acqua mi ricorda il miraggio di possederla. Nella mia infanzia in Sicilia avevamo acqua raccolta in una enorme vasca da bagno, era acqua che sapeva di terra, di ferro e limava la pelle. L'aqua da bere e ra una Signora acqua, veniva dai Peloritani dove le mani pazienti dell'attendente di mio padre andava a raccoglierla in bidoni di plastica che fiorivano dentro di verde brillante.
L'acqua alle Eolie, portata con le cisterne, era acqua rumorosa di motori stanchi e sgattaiolare di topi.
L'acqua delle saline di Trapani io l'ho vista quest'estate, faceva capolino tra enormi montagne di sale, sogno proibito di pedanti scalatori. L'acqua dell'Isola Mozia, spartita da un'invisibile strada romana, aveva qalcosa di misterioso ed inquietante, forse manteneva la memoria (è un principio omeopatico) della battaglia di 2000 anni fa, quando il mare si tinse di rosso. L'acqua dei serbatoi sulle case in sicilia ha il sapore del sole ed è calda naturalmente ma come scioglie il sale che hai sulla pelle, nessuna altra acqua lo fa.
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#7    23 Marzo 2006 - 12:49
 
splendida l'immagine della fiumara incostante e donna..[finché Flounder non riapre, almeno tu potresti scrivere piú spesso?.perché io ho bisogno della mia dose quotidiana di magia..;-)]
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#8    23 Marzo 2006 - 12:58
 
Brava ninìn!
L'acqua è come l'Umanità. Buona o cattiva. Ma sempre indispensabile.

Per loro http://www.helvetas.ch/ tempo fa collaborai a un testo, con un piccolo contributo che non riesco a linkare qui. Lo trovi in www.vigliero.com, bibliografia, ultimo libro.
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#9    23 Marzo 2006 - 13:26
 
"...acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti..." (De André, Dolcenera 1996)

(ma anche "L'opera sull'acqua" di De Luca...)
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#10    23 Marzo 2006 - 14:59
 
Palommé, mi piace la tua acqua rumorosa, segreta e preziosa. Qui l'acqua è così.

brezza, le fiumare sono femmine, mica sono fiumi, maschi. (quanto a Flo, spero riapra presto, ché ne abbiamo tutti bisogno. io non potrei scrivere ogni giorno cose belle come le sue, onestamente. e nemmeno un giorno sì e uno no, o nei mesi dispari...)(e comunque è crudele, toglierci pure l'archivio).

Mitì, bellissima la tua acqua declinata per sensi! Proprio l'acqua, che è falsamente senza odore, sapore, colore o forma.

(e infatti, Giocatore, potrei citare Camilleri, "La forma dell'acqua", se non fosse che io detesto Camilleri, e di quel libro apprezzo solo il titolo...)


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#11    23 Marzo 2006 - 17:41
 
c'è questa mia amica stranissima, milanese, ma con un padre romeno e una nonna turca e un'altra tedesca e non si sa quante altre razze ancora circolino nel suo sangue, che conosce certi tipi che lavorano sulla memoria dell'acqua e fanno i curanderos, in brasile.
e quando la sua mamma si è ammalata, e le davano non più di sei mesi di vita, lei ha investito tutto quello che aveva, ha venduto tutto, per portarla lì.
la mamma ha vissuto altri dieci anni, senza chemioterapie, senza interventi, senza nessun altro tipo di cura.

poi voglio dire una cosa sul blog.
io ogni tanto lo chiudo. è una sorta di riassetto interiore, come quando si chiude il sipario tra due atti.

[secondo atto]
la scena si svolge di sera, è stata mutata la disposizione dei mobili e aggiunto un quadro. entrando si direbbe che è cambiato qualcosa, ma non si sa bene cosa.

ecco, in questo senso.
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#12    23 Marzo 2006 - 17:48
 
ah, meno male.
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#13    23 Marzo 2006 - 18:24
 
Ricordo che per certi periodi estivi, da piccolo, stavo con mia nonna a Torre Faro. Indimenticabile, l'arrivo dell'autobotte con l'acqua potabile, e la coda per riempire ogni sorta di recipiente.
Altro ricordo in tema, lo Chott el jerid, il "deserto di sale", lago sahariano quasi prosciugato.
ciao
utente anonimo

#14    23 Marzo 2006 - 22:52
 
Ho fatto recentemente il bagno nel Mar Morto e non riuscivo a capire se si trattava di acqua salata o sale acquoso.

P.S.): Ma il Chott el jerid è completamente (non quasi) prosciugato. La particolarità è questa distesa luccicante di terra salata. Però non c'è una goccia d'acqua.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente shemale

#15    24 Marzo 2006 - 01:00
 

L'acqua è paziente, ha tutto il tempo davanti.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente aquatarkus

#16    24 Marzo 2006 - 07:45
 
Grazie per questo ennesimo bel post :) buon weekend.
utente anonimo

#17    24 Marzo 2006 - 09:02
 
Noi, qui, si han acque ferme e acque mosse.
Tutte orizzontali.
Se vuoi un'acqua che cambi il corso della vita, che schizzi verso l'alto, come per rabbia, hai da aspettare la piena.
Allora c'è un punto, fra un argine e una chiesa, che s'apre a fontanazzo. Capisci che è una pompa/bomba ad acqua, spinta dal fiume.
Cura solo la paura, come vivere vicino a un nemico.

Un saluto, Anna.

ps)Vero: si declina l'acqua al maschile e al femminile. Il fiume è maschio, la golena che l'accoglie in piena è femmina; così come all'argine risponde la banca di Po, spianata larga, bassa e colma.
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#18    24 Marzo 2006 - 09:54
 
Biz, inutile dire che qui ci sono quartieri in cui è ancora così, e li riconosci per la scia bagnata delle autobotti e il traffico di bidoni e bagnarole moplen per le strade.

shemale, il deserto di sale è il vero mare d'acqua in polvere. (da una vita desidero fare il bagno nel Mar Morto)

aquatarkus, o forse la pazienza è il sale della terra....

ciao sogniebisogni, mi vien in mente che il deserto di sale è un incubo dell'acqua di tutto il pianeta, forse.

Col, aspettavo il tuo commento, e la rivelazione di altre acque e altre insidie orizzontali e ferme, che qui non conosciamo. un abbraccio



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#19    24 Marzo 2006 - 15:25
 
oggi mi sento tutta un traspié..
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#20    24 Marzo 2006 - 18:01
 
Certe, utilis est aqua homini. Sed vinum malo: falernum. Misceri decet hoc a Ganymede merum, ut ille Martialis dixit.
;-)
Valeas, Anna. Et gratias ago pro colligatione.
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#21    24 Marzo 2006 - 18:56
 
agua de marco... la mia preferita!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente farolit

#22    25 Marzo 2006 - 06:38
 
Una spada, una lama. Eppure uno non immagina un Luzi cosi' tagliente se non se lo va a leggere.
utente anonimo

#23    25 Marzo 2006 - 17:47
 
Acqua così come viene, acqua che è da sempre, acqua come il mio mare, acqua come chi non ne ha, acqua imputridita, acqua dappertutto e per niente. Acqua su plastica e petrolio, acqua come il mio corpo.
Acqua per gli assetati, gustosa come le papille della mia sete.
Acqua buona e acqua cattiva. Acqua non so come ho imparato a scriverla. E' una parola così strana.
Abbraccio.
Davide
utente anonimo

#24    25 Marzo 2006 - 17:47
 
Acqua così come viene, acqua che è da sempre, acqua come il mio mare, acqua come chi non ne ha, acqua imputridita, acqua dappertutto e per niente. Acqua su plastica e petrolio, acqua come il mio corpo.
Acqua per gli assetati, gustosa come le papille della mia sete.
Acqua buona e acqua cattiva. Acqua non so come ho imparato a scriverla. E' una parola così strana.
Abbraccio.
Davide
utente anonimo

#25    26 Marzo 2006 - 19:16
 
Acqua calma, acqua cheta... però per il ricordo più legato all'acqua è quello dell'acqua sorniona, nera fangosa, lenta ma cattiva, che nel 1951 mi ha cacciato di casa, che ha pian piano coperto la mia casa fino al primo piano, tanto che per arrivarci serviva la barca, i campi pieni di fango, la gente ammassata sugli argini, i lunghi mesi d'esilio, il paese che non è più stato lo stesso...
acqua nemica...
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#26    28 Marzo 2006 - 11:33
 
Bellissimo questo racconto di memorie umide.

L'acqua incombe, è il 90% della nostra materia, è fonte battesimale, è divertimento marino, o coi gavettoni, è principio ma non fine, perchè il nostro corpo diventa polvere disseccata. E' la vita.

Senz'acqua non c'è vita, ma forse la noncuranza per quanto è vita fa scivolare il suo odore e la sua pregnanza giù nella scala dei nostri desideri inconsistenti. Salvo a rimanerne senza. Come sempre, nella nostra esperienza emergenziale, quando costerà più della benzina ci accorgeremo di aver ricevuto un dono immeritato e pertanto negletto.

E lei risorgerà dalle sue fonti come una regina giustamente glorificata. Sorell'acqua di frate Francesco: "Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta".
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