...mangino brioches...

il cuore ha piu' stanze d'un casino
lunedì, 27 febbraio 2006

DITELO CON UN OTTO (lezioni di tango quattro)

io ballo in corso Cavour con un passante che non lo sa

"Il mio polso batte al ritmo del tango. Me lo dicono i medici, non è una fantasia..."

Astor El Gato Piazzolla

 

In fila alla Posta, quando è toccato a me, ho fatto un passo avanti, strofinando la punta della scarpa sul parquet: era un Passo Uno.
 Sul bordo del marciapiede, indietreggiando alla fermata, ho incrociato: Passo Cinque. Il passo in cui la donna s’inchioda e s’incrocia, e lui decide cosa vuole che sia, la loro relazione, per i prossimi tre o otto passi, o un tango intero o una serata o una vita.
 Dal fioraio, incerta tra un tulipano corto e un casablanca, ho fatto un intero ocho adelante, passo sinuoso della titubanza, moltilplicazione della pausa, passo frattale in cui – dice Javier con la sua voce morbida, perché la voce è corpo - ciascuno cerca la schiena dell’altro senza trovarla mai, mai. Passo della scelta sospesa, come la vita per otto passi (e lo sapete che l’otto rovesciato è il simbolo dell’infinito? Ogni otto che le punte disegnano sul pavimento è un tentativo d’infinito, come ogni tango e forse ogni vita).
 Andando verso la macchinetta del parcheggio l’ho supplicata con un ocho cortado, dramma in due passi e centoventi gradi di pentimento.
 L’altra sera, nella stanza del direttore, nessuno lo sa, ma io ho fatto il Passo Sei e Sette, e un lievissimo battito nel Passo Otto ha detto chiaramente che noi del sindacato non eravamo d’accordo, e non stavamo uscendo ma chiudendo la trattativa.

 Perché – riflettevo – non è solo quel che della vita porti nel tango, ma quello che cominci a portare del tango nella vita. Una rivoluzione di pesi, un ascolto da dentro che non avresti mai sospettato. E il corpo che si presta, ti regala la sua prodigiosa memoria di movimento, ti traduce i gesti nel linguaggio a otto passi e trentadue battute che sta imparando da solo, oltre e malgrado te.

 La verità è che non si riesce del tutto a uscire da quella sala di legno e specchi. Ieri mattina – che era un giorno di mutamenti rapidi, capriole nel cielo e scirocchi – stavo ballando, sul corso Cavour, col Principiante Asceta, che è l’evoluzione rapida e naturale del Principiante Responsabile: lui si sente investito in pieno della responsabilità maschile di condurre, e dice di continuo “è colpa mia, è colpa mia”. Il che è un sollievo, visto che alle prime cinque lezioni è pieno di Principianti Colpevolizzanti che non fanno che dirti, presi dal panico, “è colpa tua, è colpa tua”.
 Era un giorno di scirocco e milonga, di cieli rapidi e ritmo, e l’ho anticipato solo un paio di volte, nella baldosa davanti alla biglietteria e al Palazzo dei Telefoni. Quando mi sono fermata all’edicola, sul passo sei, gli ho sussurrato: perdonami, sono stata io a correre. Ma non era vero: era un otto con le parole, un movimento che non va da nessuna parte, un dialogo per curve, pivot e impossibile.

 Al ritorno, mi sono accorta di ballare col Principiante Furbo, quello che m'ha proposto, quando occhi negli occhi provavamo a pesarci, a capirci di baricentro: “Ma perché non ci mettiamo d’accordo sui passi?”. Sono scoppiata a ridere e gli ho detto che era un tango, non una briscola. E’ tornato serissimo, e ho percepito una linea di mortificazione nei suoi passi due e sette, lunghi fino al trentanovesimo parallelo.
Ho ballato senza dirgli nulla - con lui e almeno una decina di altri ignari passanti - fino all’ingresso dell’Orto botanico, e tutto sommato credo che l’avemmo vinta, quella briscola.

 Sono rientrata a casa disegnando un numero imprecisato di otto sull’impiantito, al portone, davanti alla guardiola del portiere, all’ingresso della palazzina B, davanti alle cassette postali. Al secondo piano l’ascensore s’è fermato, a tempo.

postato da manginobrioches alle ore 00:46 | Permalink | commenti (32) / commenti (32) (pop-up)
categoria: geografio, lezioni di tango



Commenti
#1   27 Febbraio 2006 - 05:53
 
Ochos, uno dei grandi misteri della vita, insieme con i ganci forse i movimenti piu' sinuosi in una donna, come a testimoniare la riluttanza a lasciarsi condurre, o e' una finta ritrosia?:)
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#2   27 Febbraio 2006 - 08:00
 
Quest'otto rovesciato,
anzi appoggiato
che è simbolo dell'infinito
che sempre si ripropone uguale e diverso
che vai su
vai giù
e poi ritorni
è una cosa di filosofia
sarà l'eterno ritorno?
Audacia e ritrosia
la torta di mia zia,
l'amaro sguardo di Agnese
tasse di fine mese
cielo pulito sopra questa via.

MarioB.
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#3   27 Febbraio 2006 - 08:50
 
vorremmo vedere un mpeg furtivo, anche singolo frammento, due diastole in tutto, inquadratura da feticisti, un passo, insomma.
(spero non traspaia, sotto la mia sincera devozione/ammirazione/invidia, la battuta sconcia e crassa che mi è sovvenuta nell'aprire il tuo blog, e che decisamente rimando.)
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#4   27 Febbraio 2006 - 08:58
 
Ulisse, chi può dirlo? E' una guerra, il tango. E non si fanno prigionieri (o forse sì, chiusi in un otto che non finisce mai).

Marius, la torta di tua zia e le tasse di fine mese sono esattamente il tango nella vita. Cosa molto superiore alla vita nel tango, credo.

beneforti, qui reggiamo tutto, persino la filosofia, quindi le battute crasse non ci fanno impressione (semmai ci incoraggiano)(anche in pvt, eventualmente). Quanto all'mpeg, mi pare un'ottima idea, ora che ho pure le scarpe nuove: le più belle che abbia mai visto, e già piene di passi. Tenterò un incrocio (pericoloso).

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#5   27 Febbraio 2006 - 09:22
 
tutta la vita diviene un susseguirsi di passi di Tango, come l'amore. Quando hai amore nel cuore tutto ciò che ti circonda diviene amore.
Ora che ti è venuta la tanghite, fortuna nostra, ti immagino con una rosa rossa tra i denti ed uno scialle andaluso attorno ai fianchi... gradirei una foto più precisa, però... baci.
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#6   27 Febbraio 2006 - 10:41
 
Io credo che non si affatto facile "accordarsi" con lei: nemmeno sotto il suono dell'accordeon (o del bandoneon)

"C'era musica e pianto e lui diceva: "è colpa mia" c'era sogno e possesso e lei diceva: "è colpa tua" (P. Conte, Sandwich man)
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#7   27 Febbraio 2006 - 10:51
 
Hei hei... ci sei dentro fino al collo!!!! Guarda che il Tango puo stritolare...

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#8   27 Febbraio 2006 - 10:52
 
PS ma queste interpretazioni dei passi sono tue, o è il maestro che imposta le lezione cosi?
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#9   27 Febbraio 2006 - 10:58
 
Giocatore, questa è diffamazione. Io mi accordo benissimo. E mi scordo, anche. (e Paolo Conte, si sa, ha già detto tutto).

ciuffobarrido, ormai sono rassegnata. (le interpretazioni sono tutte mie, ma è il maestro a suggerire, ogni volta, che dietro ogni passo c'è un mondo, e non dobbiamo fermarci lì. infatti andiamo sempre al passo successivo...)
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#10   27 Febbraio 2006 - 11:06
 
mi piace spingere questi passi sempre un po' sul confine.
Ora dico una cosa.
Che gli aborigeni australiani, non avendo scrittura, raccontavano le mappe, e dicevano i loro viaggi con parole aeree e con passi.
Una storia, raccontata simile da millenni, prevedeva dieci passi, cento passi, mille passi, e allora, quando finiva la storia, quando il millesimo passo veniva poggiato a terra, quello era il punto, lì si era arrivati, il viaggio era compiuto.
(così simlmente aveva fato il dio: un passo, un parola, un mondo creato)
A ballare si raccontano mondi, perlopiù.
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#11   27 Febbraio 2006 - 11:12
 
sì, meglio che mandi in privato, la battuta crassa. anche se con un certo imbarazzo.
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#12   27 Febbraio 2006 - 11:24
 
a proposito, che è 'sta roba? http://noirgotan.splinder.com/
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#13   27 Febbraio 2006 - 11:37
 
mah, beneforti, sembra un tan-gotico. addentriamoci, e attenti al passo indietro.
(sì, era proprio crassa)

Herr Effe, mi sta dicendo che il tango l'hanno inventato gli aborigeni australiani? accidenti. quest'otto fa davvero il giro del mondo (in ottanta giorni, certo).

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#14   27 Febbraio 2006 - 12:43
 
Mizzica sei sai dirlo con le parole come lo dici con un ocho!
E quanta soddisfazione mi dai, brioscina linda, che sai trovare parole a tradurre la fase primitiva del trango (la più bella) quella in cui scopri che non sei tu a tangare, ma è il tango che ti tanga. Anch'io ricordo di quando ogni passo, ovunque, era occasione di tango: la prima volta fu alla Standa (c'era ancora la Standa) mi agiravo muovendomi con ochos adelantes y atras... convinta che ogni pavimento sia fatto per il tango.

o.t.
ora sono a Roma. ieri alla milonga con uno sconosciuto ingignai le zapatitos nuove prese a Padova.venerdì torno e linko questi tuoi mirabili post su tangoquerido.
besos y carinos da farolit (travestita da Flores)
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#15   27 Febbraio 2006 - 12:46
 
miiii, farolitina mia con le scarpette nuove, cenerentola alla rovescia che se le regala, le scarpe, e non le perde, e semmai trova i passi. ma allora è vero che il tango ti tanga, anche alla standa e altrove (oggi è tutto un altrove, qui). ti aspetto.
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#16   27 Febbraio 2006 - 12:48
 
E' un ottovolante? O un otto-volente? O un otto-nolente il suo passo di tango?

(lei conosce, madame, per inciso, la filastorcca dell'Otto? Otto biscotto, vola aquilotto sopra il leprotto, basso il bassotto fatto d’ottone, ottovolante senza catene, ottogenario ottocentesco studia il tedesco, otto ottomani, su un’ottomana, giocano a scacchi: otto le righe per otto caselle, otto pedoni, numero magico di nucleoni…otto biscotto, vola aquilotto...”
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#17   27 Febbraio 2006 - 12:54
 
mi piace, come sempre, il post
(che ogni volta che si parla di tango mi proietto in un altrove imprecisato.)
mi piace oggi in particolar modo, che ieri ho saputo della morte di una donna con la quale, tanti anni fa, ballavo.
ballerina impeccabile, nel corso degli anni aveva smussato spigoli e drammatizzato ulteriormente i suoi ocho nel mondo.
donna di sentimento e (troppo) pentimento.

mi piace il commento di effe, ché questa storia degli aborigeni e le vie dei canti mi affascina da sempre.
e qui si potrebbe riprogettare il mondo con le vie dei post

e mi piace, infine, floresdelalma, che usa il verbo ingignare
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#18   27 Febbraio 2006 - 13:46
 
Giocatore, rubo anzi adotto questo magnifico ottovolente-ottonolente (li posso fare entrambi, datemi solo le scarpe adatte, anzi adotte).

Flo', qui si riprogetta il mondo, per le vie dei post. siamo aborigeni, anzi abloghigeni.
sull'ingignare, qui si dice una cosa magnifica: maledetto all'ingignere ch'ingignau la ferrovia. ma il senso non è "cominciare a usare una cosa nuova" (che in Calabria - che io, lo sapete, sono bilingue - si dice invece incignare, e io ho sempre pensato ai cigni e ai loro cerchi, e otto, nei cieli).
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#19   27 Febbraio 2006 - 13:55
 
Ti leggo sempore con estremo piacere ed attenzione. Anche quando non commento, man... Tuo Ethos
utente anonimo

#20   27 Febbraio 2006 - 15:03
 
Questa degli abloghigeni è bellina assai.
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#21   27 Febbraio 2006 - 15:28
 
non crederete ancora a quella fandonia da proloco commissariata, sul fatto che il tango sia stato inventato nei sobborghi popolari di Buenos Aires?
A Cartagena ci sono pittute rupestri del neolitico che raffigurano in modo inequivocabile degli ominidi che zampettano un ocho adelante.
Il tango è come il fuoco, una necessità.
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#22   27 Febbraio 2006 - 15:50
 
Ma io, alla domanda "Sei edotto?" continuerò sempre a rispondere (come il Principe ci ha insegnato): "Fa 14!!!"
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#23   27 Febbraio 2006 - 19:17
 
le rose in bocca sono state abbondantemente masticate da Rodolfo Valentino, nel tempo che fu.

pbeneforti, perchè scrivere prima di leggere?

farolit, un giorno mi disse di leggere di una brioche, da quel giorno non smisi...
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#24   27 Febbraio 2006 - 20:26
 
il suolo che calpestiamo, le strade che percorriamo, il pavimento su cui restiamo fermi, tutta la terra come baldosas de un bailongo!
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#25   28 Febbraio 2006 - 11:57
 
ditelo con un otto:
indotto come un
glottologo, sottoscrivo in quattro e quattr'otto
un pistolotto autoprodotto
con cui faccio filotto.

è ottobre dell'ottocento e un giovanotto
sedotto da un bambolotto
sbottonato è introdotto da
un dottore ottomano in un canotto d'ottone,
che attraversa come un sottomarino un
viadotto che lo ha introdotto
sino all'acquedotto. Si aggiusta il
giubbotto, sotto il cappotto, io lo
scimmiotto e mentre borbotto
gli tiro un cazzotto e poi lo sballotto. Sembra un po' rotto.
Gli do un pizzicotto, l'ho proprio
ridotto come un bassotto.
Gli getto un barilotto e gli tiro: un
ciottolo, un bussolotto, un giavellotto, un
candelotto e una pallottola.
Lui grida al complotto, mi dà del
bigotto, chiama un poliziotto,
mentre dal naso gli esce un fiotto,
prodotto dal mio botto.
Sottomesso finisco galeotto,
mentre come un corrotto invento una
frottola e sono condotto
in un pianerottolo. Lì trovo un bardotto,
un passerotto e un bassotto
al trotto. Poi vengo introdotto
in salotto, e inghiotto:
un gianduiotto, un
biscotto, un po' di risotto. Un etto di cotto,
uno zuccotto, e un ghiotto
prodotto precotto. Poi
bevo un chinotto, che è come un decotto
al bergamotto, se ho ben dedotto!
Il dottore mi trova malridotto.
Mi mette un cerotto. Lo sfotto,
si sente interrotto, frugo nel fagotto, trovo un biglietto tradotto,
e vengo edotto di aver vinto all'enalotto.
Così addotto il tuo motto, R8, e ti mando un baciotto.
[e sottolineo che mi sono interotto!]
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#26   28 Febbraio 2006 - 13:02
 
zop, sei un dotto! ti meriti, davvero, un bell'otto (o preferiresti un baciotto, ma dalla Chiabotto?).
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#27   28 Febbraio 2006 - 13:47
 
Il tango l'ha inventato chi non si accontenta di camminarli, i passi.
(Poi, se fosse un'aborigeno o una rugosa zia esquimese, non so. E, per dire, il Tinchitè del post precedente avrebbe ben potuto inventarlo, ammesso che non l'abbia fatto)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sphera

#28   28 Febbraio 2006 - 13:50
 
il baciotto lo preferisco da te! :) z
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente zop

#29   28 Febbraio 2006 - 14:25
 
hai ragione sphera: dopotutto, le cose le inventa chi ci assomiglia. e Tinchitè voleva un otto tutto per sé, su questo non c'è dubbio...

zop... questo è uno strambotto...
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#30   28 Febbraio 2006 - 15:59
 
complimenti!!! post sublime ^_^
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ilprimopasso

#31   28 Febbraio 2006 - 16:43
 
No, non ballo il tango anche se, e so perchè, pensavo di ballarlo prima, andando a prendere un caffè, dopo aver letto qui.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Bustrofedon

#32   28 Febbraio 2006 - 18:00
 
ecco, così si fa, Bustrofedon. a questo serve, il tango, o forse la vita.
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