...mangino brioches...

il cuore ha piu' stanze d'un casino
giovedì, 09 febbraio 2006

PENTIMENTO (lezioni di tango due)

lui sta per pentirsi

“la vita non è sempre una milonga; il ricordo è sempre un tango”

 Insomma, qui funziona così: a ogni lezione dimentichi qualcosa. E il fatto che dimentichi è segno che stai imparando.
Ieri abbiamo dimenticato il primo passo, quello che l’uomo fa indietro e la donna avanti. Il passo contraddittorio, ingannevole, bugiardo, perché la donna è per destino seguidora.
“Lui ti porta sull’orlo del precipizio? E tu lo segui, lo assecondi”.
Nessuna novità, in effetti. Anzi, con gli anni hai imparato a gettare un’occhiata di sbieco al precipizio, sapere quanto è fondo, quanto è scosceso, quanto ti ci vorrà per arrivare in fondo, quanto per risalire. Ci sono uomini da burrone, uomini da forra, uomini da timpa, uomini d’abisso (rari).
Uomini che cadi solo tu, e lui ti guarda da sopra e stringe le spalle: non lo sapevo, non ho potuto evitarlo. Uomini che cadete assieme ma lui si salva, con la giacchetta agganciata a un ramo pietoso e materno. Uomini che nella caduta spariscono, e nemmeno sei sicura che c’erano, prima. Un’invenzione per cadere.
Uomini che mentre cadete ti dicono: è colpa tua.

E il tango ce li ha tutti, i vizi degli uomini e delle donne.

 Ora abbiamo una nuova cosa da imparare e dimenticare, consegnare al corpo e alle sue grammatiche di gesti, pesi, direzioni.
“Io arrivo qui e mi pento, torno indietro”. Il maestro esegue un passo di pentimento, così esatto e lucido sull’impiantito che mi sembra di riconoscerlo, d'averlo già letto. Che scema, ho già letto tutto: pentimenti, direzioni sbagliate, precipizi, passi indietro. Questo è solo un riassunto a uso del corpo, una traduzione con pochissimo testo a fronte, un bignamino in otto passi.

 “Mi pento” continua a ripetere il maestro, che nella vita – nella vita fuori, sbiadita e immersa nel  caos delle parole – è comandante di navi traghetto, comandante di andirivieni e pentimenti in un braccio di mare cortissimo e insidioso, dove il tempo è fermo quasi come in un tango, fermo e pieno di accelerazioni e correnti e vortici e soprattutto ritorni.

 Lui si pente, si tira indietro, si volta da un’altra parte, lei lo insegue, gli si piazza davanti (“guardami, guardami, portami ancora”), che il tango è obliquo ma frontale, sbieco ma diritto, opposto ma coincidente: lei gli si ripiazza davanti, poi deve espiare – la memoria ancestrale le dice che sì, va bene così, è giusto così, ed è fuori da ogni discorso - torna indietro, incrocia i tacchi, si sottomette di nuovo. Si chiama ocho cortado o milonguero, l’otto tagliato che si disegna di continuo tra loro, l’infinito pieno di sponde che ritornano, come uno Stretto da navigare avanti e indietro, come un nastro di Penrose, come un pentimento, come un tango.

 Perché, accidenti,  è pure magnifico, questo breve percorso di pentimento, questo dramma in otto passi tagliati che interrompe la salida, cambia le direzioni e poi le ricomincia, perché le ferite si chiudono ogni otto passi, e il mondo ricomincia.

 Io lo sapevo che il pentimento mi veniva bene, e ho tentato una cosa: l’ho ballato a occhi chiusi, come sempre nella vita. Sentivo solo la musica e il peso, e i comandi del corpo dell’altro, che mi spiegava senza dirmelo che si stava pentendo, e preferiva tornare indietro, e cambiare direzione, andare dall’altra parte dello Stretto – dove ieri c’era ancora la neve, una neve salata che si dissolveva nell’acqua, una neve calcarea e sabbiosa, una neve ostinata a occhi chiusi – e io potevo solo seguirlo, supplicare per tutti i suoi 120 gradi di pentimento, incrociare indietro i miei passi, mostrargli la solita, feroce mansuetudine.
 M’ha persuasa, così cieca com’ero, così affacciata sugli otto che disegnavano di neve lo Stretto, il parquet, le intenzioni. Così caparbia, così salata.

 Sono uscita felice – la neve s’era sciolta ma aveva lasciato intenzioni gelide nell’aria - e quando m’hanno chiesto: “Cos’hai fatto?” io ho risposto senza esitare: “Non mi sono pentita”.

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categoria: geografio, lezioni di tango



Commenti
#1   09 Febbraio 2006 - 17:23
 
Tangopensierotriste, sempre dimenticare e continuamente risvegliarsi da questo oblìo. E tangosguardo, frontale per guardare le cose così come sono, obliquo per attraversarle e poi pentirti, di averci guardato dentro. Tangospecchio terribile e meraviglioso, a cogliere i ritorni che crescono sull'orlo dell'abisso, qualche volta per passi palindromi di pentimento, appena un attimo prima che la voragine si allarghi sotto i piedi. Quasi mai.
Tangovita, che cadi sempre tu, ma solo per ricordare e ancora dimenticare, perché ogni andarsene o ritornare non sia uno strappo, ma una danza.
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#2   09 Febbraio 2006 - 17:56
 

Trovata per caso,
complimenti per come rendi bene
i passi tangueri, della vita!

Un sorriso, a presto :)
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#3   09 Febbraio 2006 - 18:43
 
ma prima di pentirsi non dovrebbe esserci il confiteor? se non c'è il confiteor di che diavolo vi pentite, tangueros?
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#4   09 Febbraio 2006 - 18:55
 
Ci sono frequenze che la tua scrittura icastica usa per traboccare, riflussi di parole che evaporano per tornare improvvise quando s'alza la marea. Questo è un luogo in cui i sentimenti vogliono aggrapparsi e testimoniare la loro forza. A volte, raramente in verità, hanno cadenze retoriche. Passo qui, spesso, per vedere se si sono aggiunte nuove piccole perle alla lunga collana di "preziosità".
Passo qui perchè amo scrivere.Altrettanto amo leggere.
Sei un anima preziosa e questo luogo contiene frammenti di tutti quelli che ci passano.
E' un bel desinare questo. Il gusto delle parole non si scioglie in bocca ma perdura.
Davide.
utente anonimo

#5   09 Febbraio 2006 - 19:32
 
Il tanguero pentito
non l'avevo mai sentito.
Gli uomini che non ti accorgevi prima se c'erano neanche è roba misteriosa, forse occulta, paragnostica.
Tutto ciò però mi piace davvero.
Io me la vedo già la ballerina (un po' meglio di questa qui sopra che appare quale vecchio velivolo quadrimotore da trasporto Globemaster) che di faccia vola giù e il ballerino manco c'è più. Roba da magnifico disegno di Antiveduto Gramatica.
Marius
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#6   09 Febbraio 2006 - 19:36
 
ecco una tanguera mas guapa

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#7   09 Febbraio 2006 - 21:43
 
"entrare dall'arte, uscire dall'arte", dimenticare...

(e dimenticare anche, per qualche passo, che la donna è una seguidora che seguendo guida)
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#8   09 Febbraio 2006 - 22:34
 
brioche, offrirò questi tuoi post a due amici argentini. resteranno senza parole.
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#9   09 Febbraio 2006 - 22:45
 
il tanguero pentito, per altro, mi rammenta un poquito il bandolero stanco...
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#10   10 Febbraio 2006 - 00:07
 
gli uomini col paracadute no? e comunque la disciplina della danza è piacere per le femmine e obbligo per i machos.
ciau,a.
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#11   10 Febbraio 2006 - 00:54
 
Ballo labirintico il tango, e bisogan pure desiderare di perdersi, ma questo poi succede comunque. Sul pentimento...
Ancora Alphaville iconomane senza icona
utente anonimo

#12   10 Febbraio 2006 - 01:29
 
beneforti, il tanguero non è pentito veramente: fa le figure. una vita di figure. (e poi c'è sempre di che pentirsi, figurati: intanto tu ti penti, non sai di cosa ma tanto va bene uguale)

Flo', avessi visto il maestro argentino che è arrivato stasera. "Pareva fatto apposta per spalmarlo di burro e mangiarselo vivo". (saluta i tuoi amici argentini per me).

aitan, fingiamo di dimenticare che la colpa non è solo nostra, non sempre.

Marius, nel tango si vedono meglio le figure che nella vita risultano mosse. E comunque ci metto Botero perché noi principianti pesiamo tutti duecentocinquanta chili. Tutti sui fianchi, sulle punte dei piedi e sulle intenzioni.

Davide, desinare, disseminare, disegnare: verbi gemelli per quello che si fa qui, in questi dialoghi contemporanei a distanza, dentro le scritture. Grazie dei tuoi passaggi così pieni di sguardo.

Febe3, i passi tangueri dicono molte cose, pur privi di parole come sono, tutti corpo. Grazie per la visita.

Stefania, ogni cosa è testo, e ci parla dei ritorni impossibili, delle cadute, degli andirivieni - nei luoghi, nella memoria - che fanno il tempo. E raccogliere ritorni sull'orlo dell'abisso è cosa che mi piace molto, molto.






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#13   10 Febbraio 2006 - 01:33
 
Anto', il paracadute ce l'hanno sempre, loro. e la disciplina del caos è arte da imparare e dimenticare.

alphaville, non è un caso che tu non abbia un'icona. è un contrappasso, forse una figura di tango. (e questa cosa del labirinto me la sono messa in capo, ormai).
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#14   10 Febbraio 2006 - 08:06
 
Signorina Brioches
per questa frase proporrei un premio Nobel de Internet.
Presto, una Fondazione Morale se ne occupi:

"Uomini che cadi solo tu, e lui ti guarda da sopra e stringe le spalle: non lo sapevo, non ho potuto evitarlo".

E per il resto adoro esser guidata e quindi cado cado cado e guardo giù prima che succeda, assaporando quasi immaginando dove mi farò un livido la prossima volta.. eh, donne.
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#15   10 Febbraio 2006 - 08:44
 
ultimamente questi post virano sempre sull'erotico.
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#16   10 Febbraio 2006 - 08:56
 
pispa, non parliamo di lividi, che ho passato anni color melanzana. e comunque, ahinoi, dici una cosa dolorosamente vera: "assaporando quasi".

beneforti, qui per la verità si discute, scientificamente, di dirupi e passamaneria. però si può migliorare, ammetto.
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#17   10 Febbraio 2006 - 09:52
 
l'ho già detto che il tango è una biografia, suppongo.

perché, d'altro canto, lo facciamo apposta a commettere errori, per avere la possibilità di non pentirci, di non tornare indietro, di saperci vinti con leggerezza - e paghiamo poi tutto nel tango figurato.
Ci sarebbe da scrivere una storia in cui si riesce vivere solo secondo passi obbligati a otto tagliato - ma forse lo sta già facendo.
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#18   10 Febbraio 2006 - 10:04
 
il mio problema, penso con il tango, ma non solo, è che io 'sto discorso del dimenticare mica lo capisco.
io non voglio dimenticare niente, voglio tenere tutto a mente; e l'idea che qualcuno, qualcosa, un maestro o un ballo, mi invitino all'oblio, boh, mi spaventa. io voglio ricordare e non pentirmi; ricordare e non perdonare, perché pentendomi do agio ad altri di pentirsi e quindi io li devo perdonare, e io non voglio.

no. io non tangherò mai.
starò piantato come un palo o una croce.

d.
utente anonimo

#19   10 Febbraio 2006 - 10:24
 
dirupi e passamaneria... meglio che non mi taccia ;)
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#20   10 Febbraio 2006 - 10:56
 
Oh.. suggestiva questa interpretazione del pentimento sul passo indietro dell'uomo. Credo che sia una interpretazione personale comunque, giusto? Non credo che il Tanguero abbia avuto coscienza di questo. Tuttavia quello era un vero passo di pentimento se l'hai sentito cosi. Ehh ..troppo profondo il Tango perche i movimenti vanno oltre la fisicita, questo è lampante.

Bacioni
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#21   10 Febbraio 2006 - 11:37
 
Ecco dov'è che sbaglio.
Io mi ricordo tutto e, invece, dovrei imparare a dimenticare.
E a pentirmi, ovviamente.
utente anonimo

#22   10 Febbraio 2006 - 12:13
 
mi porterò questo post a lezione....una rilettura dei passi notevole:)
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#23   10 Febbraio 2006 - 12:40
 
herr Effe, il tango è senz'altro una biografia, bisogna stabilire di chi (e qui mi sovviene un libro affascinante: Autobiografia d'un altro).

demetrio, quante storie per non invitarmi a ballare.

beneforti, non si taccia nessuno di niente, qui...

ciuffobarrido, il tango è un testo dove possiamo leggere, in otto passi, qualsiasi storia. e ti assicuro che quel pentimento è ancora lì, disegnato a vernice luccicante sul parquet di legno. un saluto

#21 Non so.mi sembra che siamo affetti tutti da memorie di direzione e intensità sbagliata. La memoria ci rende infelici, almeno quanto l'oblio.

blulu, poi mi racconti la lezione. voglio collezionare lezioni di tango (e ieri sera è arrivato il maestro argentino,e non dico altro)





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#24   10 Febbraio 2006 - 12:49
 
forte! ma ahimè..io mi trovo a ballare con un ragazzo che appena mette piede in sala si trasforma in orco...un po' straziante raccontare:)
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#25   10 Febbraio 2006 - 13:13
 
blulu, la sofferenza è parte del percorso e questo si sa. e comunque il magnifico Javier (il maestro di Buenos Airesa arrivato ieri) ci fa cambiare di continuo partner, sennò ci contagiamo i difetti e colludiamo. mai colludere.
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#26   10 Febbraio 2006 - 13:20
 
anche da noi si scambia :*
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#27   10 Febbraio 2006 - 13:29
 
scambisti che non siamo altro...
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#28   10 Febbraio 2006 - 14:17
 
beh qui ci si sta divertendo troppo senza di me.
a me un tànghero por favor e un ballo di sala o una sala da ballo che è lo stesso.
uff!
:))
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#29   10 Febbraio 2006 - 14:20
 
e un tanguero di sale (ce ne sono)?
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#30   10 Febbraio 2006 - 14:21
 
Quante cose impari... brioscina milonguera e quanto in fretta! Que brava!
il primo passo è corteggiante e come tale contraddittorio, ingannevole, bugiardo...ilprimo passo è la prima cosa che s'impara e la prima anche che va dimenticata, perduta... quanto agli abissi, ai dirupi! Io fui assai miope col tango e con gli uomini che vi trovai, miope di una miopia curiosa... perchè la mia tendenza non era affatto seguidora, e quanto dovetti forzare la mia natura prima di accettare di "affidarmi" anche alla possibilità dell'abisso, anche quello fu un atto di volontà (non natura)... in quei presupposti precipizi vi volli scivolare a suon Yumba ( ma sarebbe più appropriato dire "Gallo Ciego")
Orebene, vederti "imaparare" da subito l'essenziale da soddisfazione.
Tutte queste cose che intendi bene, proprio come si dovrebbe, io ci impiegai mesi . anni...ad avercele ben chiare.
In verità allora, quando comiciai io quaggiù - dico Messina avamposto del nulla (anche tanguero!)- non c'erano maestri locali come oggi (i maestri di oggi allora erano miei compagni di scuola) ma occasionali e quei maestri occasionali non spiegavano nulla dell'essenza, passavano direttamente alla practica di esercizi ... era un tango primitivo, assai ingenuo, si ballava nelle case e non c'era nessun tanguero "più bravo" a cui chiedere, per trovare quelli bravi si andava in pellegrinaggio nell'evoluta Catania si andava a ballare, ad imparare,a sbagliare, a cercare di capire... Ora non si va più, è tutto chiaro, le lezioni le imparammo bene e possiamo anche condividerle. El Nene Javi è uno zucchero vero? E poi è un innovatore del Tango, (grazie alla giovane età) considera i ruoli tradiezionali (l'uomo-guidaeinventa la donna-segueerealizza) in maniera elastica insomma consente all'uomo l'occasione piacevole di affidarsi, di farsi stupire, ogni tanto, dalla creatività della compagna... di farsi guidare sull'orlo di un piacevole abisso!
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#31   10 Febbraio 2006 - 15:15
 
farolitina, tu sei la mia guida spirituale nel labirintango, sia chiaro. da te imparo i pensieri, dagli altri i passi, e poi da me dimentico tutto e mi affido al corpo, quel tànghero bugiardo... (e comunque ben vengano la scuola nuova e i suoi profeti)(e che invidia per la chacarera di stasera, uffa).
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#32   10 Febbraio 2006 - 15:28
 
profonda ammirazione per questo tuo post. e anche per quello prima e tutti gli altri pure. meravigliosa espressione il tango,condivido. di tutto la cosa che forse mi piace di più e il rumore dei piedi che strisciano sul parquet.
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#33   10 Febbraio 2006 - 17:45
 
Ogni volta che paso di qui è una meraviglia. Devo ricordarmi di farlo più spesso.
Involontariamente ho scritto "paso": quando si dice la suggestione. Ho sentito pure un bandoneon.
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#34   10 Febbraio 2006 - 18:45
 
tanguero di sale...
e quello di pepe? (fa schifo la battuta ma son giustificata dall'emicrania che si è installata in me da otto ore)
~
Stamane da Effe ho letto "tango" e son fin qui arrivata, da qui ho trovato altri link tangosi, insomma sta blosfera è una milonga (o no? ):)*
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#35   10 Febbraio 2006 - 18:51
 
blulu, è una milonga con qualche zona di tango (e pure di chacarera e vals). a volte è l'opposto: un tango con piccole zone di milonga. (contro l'emicrania chicchi di caffé interi da sgranocchiare). (ah, il tanguero di pepe è quello che speriamo tutti di incontrare)

birambai, il bandoneon è un preciso effetto acustico di quel Botero lì, giuro.

biancablu, hai detto una cosa fondamentale, sul rumore dei passi. mi sa che ci vuole un post su odori e suoni del tango. assolutamente.

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#36   10 Febbraio 2006 - 20:11
 
briochina, se vuoi dei cd non esitare a chiedere. ti masterizzo tutto.
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#37   11 Febbraio 2006 - 00:17
 
Grazie per aver accettato il mio invito.
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#38   11 Febbraio 2006 - 14:36
 
Spumeggiante Brioche, mi tocca richiamarti all'ordine della "Settimana artistica", alla quale non vorrai certo negare il tuo incant(esim)o... vero? Notizie dettagliate a partire da Ethos, via Serafico, Pensiero, Nefeli e la sottoscritta (per ora). Un abbraccio. :)

p.s. Puoi venire così come sei, anche vestita da tanguera, non ci formalizziamo mica... :)))
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#39   11 Febbraio 2006 - 15:30
 
BibliotecadeBabel, vestita da tanguera ma attraverso gli occhi di Bacon... e verrebbe fuoti chissà cosa... ma ci proverò: attraversare gli specchi è sport olimpionico di famiglia...
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#40   11 Febbraio 2006 - 16:23
 
Ci sono uomini da burrone...

Questa predilezione per gli uomini profondi la condurrà alla rovina. Scelga per il tango uomini come me, superficiali quanto basta da poter toccare il fondo con un piede. Una spinta e si ritorna a galla.
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#41   11 Febbraio 2006 - 17:09
 
uh che meraviglia questa frase! "superficiali quanto basta da poter toccare il fondo con un piede!"
ma allora non ci sarà nemmeno rumore di passi:((
del resto non si può aver tutto dalla vita. eh!
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#42   11 Febbraio 2006 - 18:13
 
L'importante è essere sempre pronti a farlo, pentimento senza senso di colpa, vedendo la bellezza di pensare di andare, e vedere poi prima di arrivare dove invece avresti anche potuto andare. È bellissimo.
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#43   11 Febbraio 2006 - 20:23
 
Ti sei vista, nel reportage genovese dell'amico Almost?...Davvero piccolo, questo cybermondo...
Ciao, Phers
utente anonimo

#44   12 Febbraio 2006 - 19:59
 
Intanto, attendendoti al varco, ho ripostato sul tema "Bacon". Sono poco consolatorio e per niente provocatorio. Una mistura indigeribile... ;-). Ethos
utente anonimo

#45   12 Febbraio 2006 - 23:05
 
Flo', masterizzami un poco di post tuoi, va, che ormai ballo anche le milonghe....

aquatarkus, lei è il mio compagno ideale, lo sappia. solo i superficiali non ballano le apparenze.

eh no, verdemare, toccando il fondo col piede si sente un rumore ancora più cupo, ancora più secco, ancora più promettente...

trs, il pentimento ad alcuni viene meglio senza colpa. a me, per esempio.

Phers, mi sono vista e, soprattutto, mi sono letta. e ancora non credo a nessuna delle due cose. (e comunque il mondo è piccolissimo, stiamo strettissimi qui, e certe volte ci si rimescolano i nick...)

Ethos, ecco, questo è un colpo basso. Roba da Bacon...




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#46   12 Febbraio 2006 - 23:46
 
metto il piede in mezzo: giochiamoci aquatarkus.
u.i.
utente anonimo

#47   13 Febbraio 2006 - 08:38
 
sento un gran rumore di passi superficiali.
me lo gioco anch'io!
metto il bastone tra le ruote.
eh!
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#48   13 Febbraio 2006 - 12:21
 
...per una grammatica del tango (come suggerisce l'ineffabile Effe) offre due contributi "illustri"...
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#49   13 Febbraio 2006 - 12:22
 
...volevo dire "offro due contributi nel mio blog"
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#50   13 Febbraio 2006 - 13:09
 
Unts e verdemare, ad aqutarkus tengo troppo: mi gioco un ocho atras diversivo (il parquet risponde ai colpi).

ilovetheblue, grazie per i contributi, corro a vedere (ancor fresca di milonga, per giunta).
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#51   13 Febbraio 2006 - 14:31
 
Mie signore, dimostrate buongusto e discernimento, in quanto è notorio che a superficialità si accompagna leggerezza, dote inestricabilmente legata a qualunque tipo di ballo. E a tutti i ballerini che pur guidando si lasciano guidare.
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#52   13 Febbraio 2006 - 15:02
 
aquatarkus, non dica altro, che altrimenti La chiudo dentro una salida senza uscite laterali.
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#53   13 Febbraio 2006 - 16:17
 
la milonga s'impara prima di iniziare la lezione, solleva il cuore, apre il sorriso, ti rilassa e (mi)spacca i piedi...:*
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#54   14 Febbraio 2006 - 07:59
 
no no, noi li teniamo ben distinti, tango e milonga, che qui ci si concentra e si danza una vita alla volta (per ora). (sui piedi posso convenire, però...)
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#55   14 Febbraio 2006 - 16:04
 
Mi affascina leggere di questo suo tango e mi permetto di consigliarle un'occhiata al link...così solo per sapere se ci avevo azzeccato o no.


http://sic.splinder.com/1096405195#3034338
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#56   14 Febbraio 2006 - 18:55
 
ma che meraviglia!!
matteo ha fatto bene a portarci qui :-))
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#57   15 Febbraio 2006 - 01:16
 
Noeyalin, il tuo tango è magnifico (e ti ho scritto un commento cronologicamente incongruo), perché, come fa di solito, passa e resta, toglie e riporta, veste e spoglia, dimentica e ricorda. (ma poi il tango è storia di ciascuno, e di ciascun tango: non esiste una grammatica vera, ma molte piene di falsissime verità).

elena6, matteo ha il cuore dei pastori maremmani, anche.
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#58   15 Febbraio 2006 - 11:06
 
grazie! Ti dirò....mi è capitato di leggere della tua prima lezione proprio quando io ho rinunciato alla mia! Avevo i tuoi stessi dubbi e forse, se fossi andata a lezione, avrei poi avuto le tue stesse certezze...:-) Continuerò avidamente a leggere, dunque, in attesa di fare spazio al tango anch'io!
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#59   15 Febbraio 2006 - 14:13
 
Noe, mai rinunciare. Pentirsi sì, anche spesso, ma rinunciare mai. (quindi, trova lo spazio e il tempo, e il tango si infilerà di soppiatto...)
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#60   16 Febbraio 2006 - 01:07
 
Ma ci sarà anche chi sarà in grado di condurti a zigzagare tra le altre coppie ben lontani dal baratro.

E poi verdad non sarà Noeyalin a lasciare spazio al tango, ma il tango stesso a farsi spazio... se vorrà
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente felipelcid

#61   17 Febbraio 2006 - 11:23
 
felipelcid, spero esista: ogni tanguera spera di trovarlo, quello. capace di costeggiare il baratro solo per farti sentire al sicuro ma farti provare il brivido. il tango è un rischio calcolato, o incalcolabile...
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#62   11 Giugno 2006 - 21:28
 
c"è un"altra ...fase dopo il pentimento,ed è molto importante: LEVITARE....LEVITARE..LEVITARE e RESPIRARE ed ecco che il pentimento non è mai esistito.
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#63   21 Marzo 2008 - 11:40
 
ti invidio un po' il comandante, sai?
in generale, il tango che sto imparando non è spiegato, come ho appena letto, ma mostrato.
bella lezione, briò :-)

e precisa nelle tipologie di Cavaliere in Caduta..
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