...mangino brioches...

il cuore ha piu' stanze d'un casino
domenica, 15 giugno 2008

La Libreria del Desiderio

Io nella Libreria, appena ho trovato il mio papiro necessatio (Sir Lawrence Alma Tadema - Il poeta preferito)

  Appena ha saputo che stavamo arrivando, la libreria è rispuntata dal fianco della roccia. Ha messo fuori un’insegna, ha allargato due vetrine, una soglia di pietra, ha aperto con cura cigolante un cancelletto di ferro battuto, quasi fosse un frontespizio. Quando siamo arrivati sul corso di Lipari, la Libreria delle Necessità era ancora lì, come se ci fosse stata da sempre. Solo l’insegna era cambiata: adesso diceva, con le stesse lettere composte, “Libreria del Desiderio”.
   Siamo entrati con timore, reverenza e un solletico appena alla punta del cuore: cosa avremmo trovato, stavolta? Di solito usciamo da lì ubriachi, con le braccia cariche di libri che non sapevamo, ma c’aspettavano, o che non lo sapevano loro, ma noi li stavamo aspettando, o che lo sapevamo tutti e due, ed era solo questione di tempo. La libreria passa giorni e mesi a scriverseli, quei libri. Ce li prende da dentro, dalle riserve nascoste di sogni, idee, ricordi nemmeno tutti nostri.
  Sono quasi certa che il libro su Coppi e Bartali era destinato a mio padre, ma lui non è riuscito a venire a prenderselo, in questa vita. Lo prenderò io, la prossima volta.
La libreria, raccolta in se stessa, mascherata da edicola-cartoleria, leviga le sue pagine con la polvere di pomice, e scrive con certe lunghe piume d’oca di cui s’avverte appena lo scricchiolìo, ma solo in nottate di calma assoluta. E’ praticamente impossibile sentirla: il suo rumore si confonde col borbottìo delle motonavi, coi cori d’angelo sintetico delle autoclavi, persino col fruscìo segreto delle lucertole, che sono le regine vere delle isole ma non lo sa nessuno, secondo il patto segreto dei rettili.
  Insomma, appena entro, leccandomi le labbra, lo trovo aperto su un leggìo: “Lawrence Alma Tadema e la nostalgia dell’antico”. Il catalogo. Il catalogo della mostra a cui non sono riuscita ad andare, fermata dai muri di monnezza fra Napoli e il resto del mondo.
 Non so se conoscete Alma Tadema. Dietro quel nome ingannevole, da fattucchiera turca, c’è un baronetto vittoriano col gusto malato per le antichità e le decadenze. Dipingeva preferibilmente scene di vita in qualche Pompei prima della catastrofe, piene d’una luce ferma e soffusa, con un languore che chiunque riconosce subito come suo. Ha un modo, Sir Alma Tadema, baronetto kitsch col nome di fattucchiera, d’uncinare la nostalgia pescando nel cuore, e di tirarla piano piano in superficie facendoti gemere un poco.
La stessa cosa della libreria.
  Così ha gettato la lenza e ha agganciato e poi tirato, la libreria, e come al solito s’è portata in superficie il mio cuore d’argento, con squame e coda e voce di donna.
Lei lo sapeva che volevo vedere quella mostra. Che ogni volta, davanti ai quadri impossibili di Alma Tadema io - lo confesso - mi fermo e comincio a sognare così pervicacemente che qualcuno deve venire a scuotermi, a mormorare controincantesimi e qualche volta a pizzicarmi forte. 
  Ho preso subito il catalogo e tenendolo stretto perché non mi sfuggisse (non so se la libreria cambia idea d’improvviso, ma potrebbe) ho continuato a girare: D., intanto, s’era perso per suo conto nei corridoi che la libreria aveva deciso d’aprire per lui.
 Non so quanto ci siamo stati. Due, tre ore, tre giorni. Non lo so mai con esattezza. So solo che quando usciamo dobbiamo bere qualcosa, e l’isola fa una fatica del diavolo a recuperarci per intero, odori sapori ombre e tutto, lontani come siamo.
  D. è riemerso con varie cose, tra cui “Treno di notte per Lisbona”, che parla di una libreria e di libri elusivi, forse inesistenti.

   Ma parliamoci chiaro, esistono i libri inesistenti?
Se riesci a immaginarlo, un libro esiste. E se lo immagini abbastanza forte e chiaro (ma anche abbastanza forte e oscuro), la libreria te lo fabbrica e te lo consegna. Se lo scrive mentre tu fai i tuffi, mangi la bruschetta di cappero e sgusci le vongole. Mentre tu guardi un punto incollocabile nel mezzo d’un tramonto, mentre pensi a certe assenze che ti camminano così vicino, sulla pietra lavica, che puoi sentirne i passi.
Lei sa, lei scrive, lei ti fa trovare sotto una copertina e un titolo esattamente quello che volevi trovare.
 “Elogio della menzogna", “Un difetto impercettibile”, “Il vero giardiniere non si arrende”, “La lampada resterà accesa”. Ogni titolo mi diceva qualcosa, mi indicava qualcosa di mio. Magari un desiderio messo un po’ storto, che non sapevo riconoscere, visto così.
  Abbiamo speso una cifra non calcolabile, nella Libreria del Desiderio, a Lipari. E siamo usciti, come sempre, ubriachi ed enormemente più ricchi.

    Sono stata tre giorni tre a Lipari, la mia isola madre preferita. Giugno quest’anno è caduto d’ottobre, si sa, e quindi ha pure piovuto, e le sere erano così fresche che bisognava coprirsi, o le nostalgie – che già scorrazzano libere e si abbeverano in riva al mare – ti mordevano il petto e ti lasciavano i segni.
Ma ho bevuto la mia malvasia, mangiato un gelato di cannella che mi ha provocato le lacrime, visto due partite, maledetto Donadoni in calabrese, fatto due bagni e un giro nel cimitero (che mi aspettavo pieno di vascelli spezzati e canti di marinai e ho trovato colmo di virtù ottocentesche e morbi napoletani), e come sempre mi sono lasciata attrarre dal tremendo potere della Libreria. Ho anche fatto qualche domanda, e so il nome del proprietario, M. B., e so pure che dice d’essere una persona disordinata. Il suo disordine mi ricorda quello del giardiniere, del cuoco, del sarto. Quello dei semi che cadono nella terra. Quello degli dèi che mischiano pelle, petali e schiuma e creano animali, storie, uomini. Libri.

postato da manginobrioches alle ore 17:50 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
categoria: insolitudini, impossibilia, geografio, balnearia



Commenti
#1   15 Giugno 2008 - 21:12
 
Questo tuo ritratto di Lipari, dentro una libreria, davanti al mare, nella salsedine, dio, é meraviglioso. Mi piace moltissimo come scrivi, si sente la Sicilia che ti scorre nelle vene.

Marta
utente anonimo

#2   16 Giugno 2008 - 12:03
 
Come non immaginarti Sirena, entrare in quel libro e affondare in acque marine, a lui sì care.

Tadema, per dar risalto e rendere più materiale la sua opera era molto attento al tipo di luce che veniva a contatto con le superfici degli oggetti, prediligeva quindi metalli e marmi... le sue opere ti chiamano come quei libri
Saluti, mf
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#3   16 Giugno 2008 - 13:47
 
Certi appetitosi omaggi vengono resi dalle librerie solo a chi possiede "desideri" che ne sono all'altezza. Insomma quella ti vede entrare - e sa che tu "vuoi", hai una famE ambiziosa - e allora produce il desiderio (lo cucina).
Alma Tadema e quel suo sempiterno freschissimo bisuolo di marmo dentro un mare (o semplicemente una luce di mare) mediterraneo era il minimo con cui accoglierti... Il minino per l'acquolina di una Signora della Farcia e del desiderio di lettura. Se fossi entrata io - invece - la libreria liparota mi avrebbe fatto trovare l'Intrepido e un pernacchio edoardiano, ché io coi libri ormai sono atarassica e quasi offensiva ... mannaia mannaia.
Quei titoli che ti sei portata a casa mi hanno vagamente ricordato certi post della buonanima farolit titolati con l'insania di poi: “Elogio della delusione", “Un dettaglio significante”, “Il balcone dell'anima”, “Farolito sempre acceso”.
Forse perchè non credo più a Babbo Natale, al diritto di voto e alle librerie che realizzano di desideri... Forse per questo ciò che voglio leggere me lo scrivo da me, da brava Cicala che se la canta, se la suona e se la balla da sè.
Ma poi ti leggo e mi ravvedo. Mi ricordo che i libri sono deeeeesideriiii ... alcuni dei quali chiusi in fondo all'isola di Lipari.
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#4   17 Giugno 2008 - 19:20
 
torno ogni tanto al tuo blog forse come tu torni ogni tanto a Lipari. Dirti che trovo qua le mie parole impossibili o i miei pensieri attaccati alle foglie non è esagerare.
Che sia questo blog uno dei luoghi necessari per me? che questo blog esista solo per me? non sono cosi egocentrica ma un po' di fantasia non ha mai fatto male a nessuno. Un applauso, davvero.
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#5   17 Giugno 2008 - 21:00
 
*

"...fruscio segreto delle lucertole..."
ch' essendo "regine dell'isola" staranno anche nella Libreria...
al calore del Desiderio e
alla luce dell' introvabile/trovato...

entre paranthèses :
il mio primo anno in blogsfera,2005,
a dicembre, mi preparai
un calendario...tutto per me...
immagini e qualche stralcio da post

...per il mese di luglio...scelsi questo**
http://manginobrioches.splinder.com/post/5428484/IL+CANTO+DELLE+GRU+%28balnearia+
!!!


bisoustélépathiques!



*"Teodora"
di Pedro Cano
**"Oleander"
di Sir Lawrence Alma Tadema
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#6   18 Giugno 2008 - 02:05
 
ciao marta, che dire: la Sicilia si prende da piccoli, e non si guarisce mai mai.

esimia mf, ci sono varie specie di mare, non ultimi i libri, e i libri marini di Lipari.
Tadema era un raffinatissimo figlio di puttana, capacissimo d'apparecchiare, con languori, pepli e marmi, inspiegabili nostalgie che funzionano ancora adesso. Sirene, anche quelle. saluti

farolita hermanita, i libri sono della stessa materia dei sogni, e una sirena come te sa tutto di sogni, libri, mari. E, come vedi, l'anima parla sempre delle stesse cose: luci, balconi, dettagli. Poi quelle cose le cerca o, se può, se le fa da sola (benedetta cicala autarchica della bellezza). O con l'aiuto di una libreria magica.
L'altro giorno pensavo che alla superpatinata Mondadori dei mille scaffali mi capita di passare mattinare totalmente improduttive: esco non solo senza comprare nulla, ma con una vaga nausea. A Lipari comprerei tutto. Sarà perché non è un supermarket ma un luogo di incontri d'anime e desideri? mah.

cara brunforte, forse tutta la blogsfera è così: fatta di momento in momento dai desideri. O addirittura tutta la realtà.

madeinfranca, sei la fata delle immagini. Tutto coincide e combacia, tutto è stato già disegnato e dipinto, ogni sogno, ogni desiderio. E tu li trovi e li piazzi lì, a dire: ecco, era questo che volevi, era questo che volevi dire, era questo che volevi de-scrivere. E, guarda un po', tutto torna: Pedro Cano, le sue città invisibili, Alma Tadema, gli oleandri, le gru. La danza della realtà, direbbe mastro Jodo. bisous..



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#7   18 Giugno 2008 - 10:13
 
Non tornavo dai tempi del vecchio template. Ora appari più leggera, persino più femminile, col lato dolce della donna che era sempre stato ma ora è più caldo e lieto.
Anche la tua scrittura, sulla via ormai di una personalità ben definita e unica, sembra giovarne.
Mi piacevi prima, e ora ancor di più.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente missy_

#8   18 Giugno 2008 - 11:15
 
ma quale onore, missy, la mia sicula preferita. sì, siamo bianchi ora. ci siamo stufati di essere sempre piccoli e neri. ma mi sa che restiamo, piccoli e neri.
un abbraccio
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#9   19 Giugno 2008 - 14:01
 
Le librerie hanno - da sempre - un immenso potere su di me: quello di suscitare desideri latenti e quello di trasformare i desideri in necessità.
Che poi vuol dire, spesso, entrare per un libro e uscirsene con sei/sette.
Tranne poi lasciarli in attesa del tempo di leggerli tutti...

(e quindi sì; anche io sarei uscita di lì con le tasche più leggere, ma le braccia colme)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente riccionascosto

#10   22 Giugno 2008 - 12:57
 
ot: il template com mozilla è sballato
mi faresti cosa grata se lo acconciassi
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente EvaCarriego

#11   22 Giugno 2008 - 14:03
 
Ciao!
Alma Tadema l'ho scoperto per caso mesi fa girellando sul web ed è stata una bella sorpresa. Dov'era la mostra? A me i perfettivisti bellissivisti alla lui e alla Bouguereau che però sotto sotto (e sopra sopra) hanno un altrove che strugge di nontempo piacciono molto, con un che di strizzo nel cuore.
Karim
utente anonimo

#12   22 Giugno 2008 - 22:05
 
Non sono mai stata a Lipari, ma dopo la lettura delle tue parole sarà inclusa nelle mie mete da raggiungere nella vita.
Sono stata in vacanza in tanti luoghi, città di storia, di mare ecc, posso dirti di aver dimenticato quasi tutto, ma di aver ben chiaro in testa le librerie che ho avuto la fortuna di frequentare, questa comunque credo abbia un fascino sopra alla norma. Grazie, Patrizia
utente anonimo

#13   23 Giugno 2008 - 15:31
 
bene.
mi compiaccio della pulizia che vedo qui in giro, del resto è più che giusto, visto che si parla di librerie, togliere un po' di troll dagli gli scaffali.

brioscia, questo ritratto di lipari che hai steso qui sul foglio bianco, mi ha fatto fare un tuffo al cuore delle mie vacanze estive, le ultime.
come dici tu, sono convinta, la sicilia si prende da piccoli e ti resta per sempre dentro.
a dire la verità io l'ho presa che ero già maggiorenne da cinque anni e forse, nel mio cuore la mia isola resterà sempre salina.
ti leggevo ripercorrendo coi ricordi quella strada perchè ce l'ho ancora dentro agli occhi.
anch'io sono stata lì, in quella libreria, dove mi sono persa e spersa pomeriggio e parte della sera e dove purtroppo ricordo essermi fatta incautamente consigliare da un titolo ammiccante ma poi molle e sciapo nei contenuti.
lo leggevo sotto l'ombrellone pensando: si può leggere qualunque cosa sotto un ombrellone, dicono.
ma non era vero...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente moltorumoreper

#14   25 Giugno 2008 - 10:06
 
Lipari è per me il ricordo di un luogo meraviglioso...
Peccato non aver scoperto la libreria.
Anche se una mezza idea di dove sia ce l'avrei... Non si sa mai nella vita, dovessi tornarci...
Che posto fantastico! Che bello leggerti.
Ciao. Chocolate
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chocolateberry

#15   27 Giugno 2008 - 11:40
 
la chiusa di questo post è bellissima, brioche. post che peraltro avevo già leggiucchiato in giro e quindi un po' conoscevo ;)
"il treno per lisbona" l'hai letto? com'è? io ce l'ho, iniziato e mollato non so nemmeno più perché.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Petarda

#16   29 Giugno 2008 - 09:29
 



bisous-savasandire !
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#17   [In moderazione]   15 Luglio 2008 - 15:38
 

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