...mangino brioches...

il cuore ha piu' stanze d'un casino
giovedì, 29 maggio 2008

Spartizioni

i clan al lavoro secondo Guttuso

  Il primo non so quando ha cominciato. Forse ieri mattina, forse due notti fa, mentre la spazzatura bruciava in mille fuochi segnaletici che disegnavano il profilo della città dall’altra costa (la città s’è presa invidia di Napoli, e c’è un odore di Napoli, una nostalgia del fuoco e dell’orrore che si avverte chiaramente ad ogni angolo di strada).
 Insomma, quello ha preso un coltello, o qualcosa di affilato, è salito in cima un cassonetto, una catasta di cassette di frutta o un lampione e se n’è tagliato un pezzo.
“Hanno detto che cominceranno da qui – ha spiegato quando qualcuno l’ha visto – e allora io mi piglio questo pezzo”. E ha tagliato, senza troppa precisione, un quadrato di Stretto, affondando bene la lama nell’aria fitta, attraverso la caligine marina, le scie grasse delle navi bianche che, per lo scirocco, filano sotto costa, caute, scuotendosi i fianchi per dolori invisibili. Se l’è messo sottobraccio, e s’è avviato verso qualche condominio occhiuto scavato nella collina, o qualche baracca sotto il cavalcavia, o qualche villetta schierata lungo l’osso dell’autostrada. Ha lasciato un foro quadrato, nero nero, giusto al centro.
Da allora è stato un assalto.
 Arrivano con coltelli, mannaie, temperini. Ognuno se ne taglia un pezzo: “E perché dovremmo lasciarglielo a loro?” si dicono l’un l’altro, annuendo con forza. Intendono i signori degli espropri e dello sbancamento che faranno il Ponte, il ponte delle Due Mafie, con piedi di cemento visibili dal satellite, e profondi fino alla bocca di Cariddi. Enorme come certe bugie grandi quanto dirigibili, paesi o isole intere. Ma le bugie cominciano sempre da qualche parte, e se guardi all’inizio, nel gambo delle bugie, c’è sempre qualcosa di rotto, di sbreccato, di rovinato.
  E qui siamo abituati a non lasciare niente. Siamo cavallette sfortunate, formiche rosse piene di fame, affamati per storia, indole e genetica.
  Così, c’abbiamo dato dentro di coltello, mannaia, temperino. Pure forbici, e persino forcine: pezzetti minuscoli di Stretto che brillavano come stelle marine, e si potevano mettere fra i capelli. Lavoravamo tutti con impegno, staccando questo e quello. Le finestre di Villa Sam Giovanni, che in certi giorni le puoi aprire da qui, o sbirciare nelle case. Gl'incendi sulla dorsale, le ginocchia azzurre della Calabria immerse nell’acqua. Il muro abbagliante d’un complesso penitenziario, sopra Catona, che però si chiama “Conca d’oro”. L’antenna solitaria del pilone, che gratta i cieli e sbriciola le stelle da sotto. Ognuno si staccava quello che voleva. Io ero incerta tra un garofalo che s’era aperto proprio lì davanti - un fiore di mare con petali d’insidia, quando le correnti di Ionio e Tirreno (che hanno un sale diverso e vecchi rancori) si scontrano - e un giro di gabbiani attorno all’albero d’una nave, coi loro stridi preistorici.
  Non c’è voluto molto: dopo un paio d’ore sono arrivati i picciotti con trinciatoi e motoseghe, zappe e picconi, e i camion dei clan ch’erano già pronti per il movimento terra. Hanno cominciato le demolizioni da Capo Peloro, lavorando con metodo, nemmeno fossero le imprese dello Stato.
  Alle nove di stasera non ce ne sarà rimasto per nessuno.
E sai quanto ti costerà, un pezzettino di Stretto, al mercato nero?

Non sto scherzando. La città immersa nella spazzatura (storie di stipendi non pagati, precariati vendicativi e incapacità amministrative) guarda lo Stretto e lacrima, ma forse è la diossina. Sono tutti rassegnati all'idea che, fra qualche anno, avremo qui davanti, dove ora si stende questo mare chiuso e ribollente, questo mare trasversale e antico, solo un enorme spazio nero e quadrato, come un recinto o un cortile di cemento armato. La rassegnazione fa odore di cassonetto, pesce marcio, pannolini, bucce d'anguria. Non si sente altro odore, per ora e forse per sempre.

postato da manginobrioches alle ore 13:59 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
categoria: bestiario, insolitudini, catalogo dei pazzi



Commenti
#1   29 Maggio 2008 - 14:24
 
Cara Bri, non mi piace l'idea del ponte sullo Stretto. Non mi è mai piaciuta. Non la trovo solo inutile, la trovo anche orrenda. Ruberà il lieve andare dei traghetti e getterà un'ombra nera, diritta, inesorabile, sul blu del mare, tagliando in due, perennemente ciò che, nonostante gli antichi rancori, è sempre stato uno.
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#2   29 Maggio 2008 - 17:00
 
Anni fa, quando si parlava del ponte, venne fuori questo blog, dove invece di pezzi di Stretto si offrivano piloni ("un pilone è per sempre").
E poi mi viene in mente un pezzo di Ficarra e Picone sulla spartizione del ponte. Risate amare.

Ecco, questi sono gli unici modi in cui lo vorrei vedere, questo ponte.
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#3   29 Maggio 2008 - 18:46
 
rabbrividisco al pensiero.
una volta un ragazzo catanese mi disse che per costruire il ponte avrebbero cancellato paesini e zone come i laghetti di ganzirri.
rabbrividisco, ma penso che non la spunteranno col ponte.
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#4   29 Maggio 2008 - 19:48
 
Intanto metto via i pezzetti che brillano qui, poi, quando verrò in vacanza laggiù, vedrò anch'io di mettere in salvo qualcosa. Magari solo qualche foto. Cos'altro possiamo fare?

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#5   29 Maggio 2008 - 21:49
 
a me l'idea del ponte non è mai piaciuta.
siamo un'isola.
io mi sento un'isola e mi piace.
gli altri possono venire e andare via, e pure io. non mi serve un ponte. non lo voglio.
molti dicono che sbaglio...
ma nella mia identità di isolana il ponte non ci sta.
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#6   30 Maggio 2008 - 07:15
 
lo stretto necessario

[..] «Sono tutti rassegnati all'idea che, fra qualche anno, avremo qui davanti, dove ora si stende questo mare chiuso e ribollente, questo mare trasversale e antico, solo un enorme spazio nero e quadrato, come un recinto o un cortile di cemento arma [..]
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#7   30 Maggio 2008 - 23:40
 
si vabbè, capisco che è Maggio che soffoca, mefitica e deprime, capisco che viverlo a Messina è come stare dentro un film dell'orrore sapendo che non finirà... ma questa è pura pessimitudine ( e avrei potuto dire pessimessinesitudine, ma non lo dico perchè sei oriunda calabra) na 'nticchia stagionale e semielettorale (siamo stretti tra il Silvio che è stato e il BuzzancaGenovese che sarà) Io lo capisco che rassegnarsi è quasi naturale. Quasi. Siamo ancora troppo affezionati a questo luogo per essere così tao da rassegnarci.
Lo sai ... che questo è solo il preludio, che quando verranno davvero (perchè verranno a fare la loro schiumazza fintoperativa) a toccarcelo questo nostro stretto noi ci rassegneremo (marcondirondirondello) e ci piazzeremo davanti alle ruspe come il cinese davanti al carraramto di tienanmen.
Ci provassero soltanto (!!!) a sfiorarla con i fatti questa nostra unica irrinunciabile fonte di consolazione: la bellezza. Venissero ... è ancora tutto nostro non abbiamo bisogno di farlo a pezzetti per difenderlo e nemmeno a rassegnarci per difenderci hasta lo Stretto libero ahora y siempre! compagna Brioscia..
:-)


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#8   31 Maggio 2008 - 11:54
 
Esattamente, choco. Inutile e orrendo. Ma questo governo, e quest'isola, amano le bugie, meglio se immense, con piloni di cemento armato e ombre ciclopiche.

riccio, tu sai cosa si perderebbe. E quel blog è bellissimo, peccato sia stato abbandonato. Ma mi sa che è ora di riaprirlo...

Invece io temo di sì, o meglio sì ma no. Nel senso che non lo faranno, ma cominceranno a farlo, e non smetteranno più di farlo, e intanto devasteranno il più possibile.

proteus, c'è sempre da fare. Io pissonalmente di pissona mi vado a incatenare sulla spiaggia di Faro. L'ho già detto ai miei: venite a portarmi le arance nel carcere di Gazzi, casomai.

E anche questo è vero, cetti. Un'isola è un'isola, e la Sicilia è due volte isola. Ci vorrebbero due ponti, dunque. O nessuno.

Grazie majara, lo Stretto ringrazia...

Ma certamente chessì, hermana querida farolita: cheddiamine, siamo combattenti, mica meduse spiaggiate. Io c'ho pronte catene molto fashion, per incatenarmi sulla spiaggia ma in modo fotogenico (no, per gli inviati di "Repubblica", dico).
E comunque qui si fa a pezzi ciò che si ama (come nelle famiglie, come negli amori). abrazos e... hasta lo Stretto siempre!





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#9   [In moderazione]   31 Maggio 2008 - 12:00
 

#10   31 Maggio 2008 - 12:03
 
... e, all'occorrenza, s'intrupperanno anche le meduse spiaggiate. e ci sarò puru io, ma... s/catenata :-)
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#11   01 Giugno 2008 - 20:29
 
oh... hai cambiato template...
confesso che mi piaceva quello nero...
ma tu volevi un blog con lo sfondo bianco...
e ora ce l'hai!

:)

sempre devota a nostra signora delle brioches

CETTA
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#12   02 Giugno 2008 - 09:56
 
ohhhh!
:)
il bianco è sempre molto bello.
e anche la nuova toolbar...
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#13   02 Giugno 2008 - 11:24
 
Ma che luminosa novità!
Lo preferisco, lo sfondo bianco.
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#14   02 Giugno 2008 - 11:31
 
bello il bianco, i miei stanchi occhi ringraziano per la minor fatica.

ma se lo stretto se lo sono portato via e non c'è cchiù, a che serve un ponte?
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#15   02 Giugno 2008 - 11:31
 
Devo abituarmi al bianco (che mi piace, per altro): credevo fosse uno scherzo di Splinder... (io ero tutta azzurra, qualche giorno fa, con connessioni politiche imbarazzanti, dunque).
Ti leggerei su ogni colore, Brioche.
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#16   02 Giugno 2008 - 15:44
 
majara, allora sca-teniamoci...

cetti bella, io resto nera, e forse prima o poi si vedrà anche qui. ma ora ho bisogno di cambiamenti, di una pelle nuova, sia pure questa.

moltorumore, ho fatto tutto con le mie manine, ma non ho idea assolutamente di come si faccia. Ho usato un metodo intuitivo-magico-analogico una 'nticchia sciamanico. Il pc alla fine s'è commosso, e piange lacrime di toner che mi sporcano il bianco...

proteus, sì, siamo tutti divisi in bianchi e neri. E non è detto che i bianchi muovano per primi...

caro farsergio, m'hanno detto anche altri che era difficoltoso leggere sul nero. io trovo troppo piccoli i caratteri di questi commenti. Devo fare qualche altro sogno profetico per aumentarli, mi sa. O magari un rito.
Il ponte non si fa perché serve a qualcosa, ma perché serve a qualcuno. E va bene anche la finzione di ponte, avviare lavori eterni che consentano a molti di mettere le mani in pasta per una ventina d'anni...

col, tu non sarai mai politicamente azzurra. Invece sarai sempre luminosamente bianca, come una stella polare della blogsfera tutta... E quando io ti leggo, vedo ogni colore, compresi quelli ancora inesistenti, compresi quelli ancora senza nome (sì, lo so, sono sfacciata: ve l'ho detto che resto nera...).



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#17   03 Giugno 2008 - 07:52
 
*

PESCI ultimo segno dello zodiaco,

il cui “simbolo grafico contiene l’idea di movimento,
dell’unione, degli opposti,
della totalità che comprende tutte le antitesi…”

i piedi dell’Oroscopo, in fondo…

che si prende il peso di tutto il resto del corpo ,
-anche dei dolori cervicali-Nord e lombosacrali-Centro-

di quel corpo malandato , consunto, liftingato
al quale si vuol dare –com’è che si dice ?- accelerazione ?,

piedi talvolta zoppicanti , callosi, gonfi, stanchi…
ma solidi, architettonici, carichi ,
e caricati,
di umano e di divino…

e mò per far “rialzare” “scattare” sto’ corpo Italia
vogliamo in-cementare
il suo piedistallo ?

vabbè…non si è ancora capito…
è argilla.


bisous-enretard-maisamers !



*"Il colosso di Rodi"
di S. Dalì

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#18   05 Giugno 2008 - 13:58
 
(.. ecco: penso sia sempre più urgente che io visiti la sicilia coi ragazzi..)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente varasca

#19   [In moderazione]   05 Giugno 2008 - 15:58
 

Commenti

Io, chi altri?

Utente: manginobrioches
Non hanno pane, dicono.


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