...mangino brioches...

il cuore ha piu' stanze d'un casino
lunedì, 12 novembre 2007

Aspettare il tempo

dispensa indispensabile

  Mia nonna teneva il tempo nello sgabuzzino, tra il cesto delle uova e il sacco delle castagne, ben avvolto nei fogli di carta oleata. D’estate lo copriva pure con un panno, perché non s’asciugasse troppo, che poi si sbriciolava tutto.
Noi non avevamo il permesso di toccarlo, ma in effetti non avevamo il permesso nemmeno d’entrare nella dispensa triangolare scavata sotto le scale, che era un luogo di prodigi e di tesori nascosti.
Lì stavano gli oggetti preziosi: il macinacaffè, la lupara, i chiodi d’acciaio, il crocifisso, il libro dei rancori. La polvere per parlare con i morti, le erbe medicinali, il miele balsamico.
  Loro, i grandi, lo mangiavano a pezzetti, conditi soprattutto con sale e aceto. Li affettava mia nonna, con un coltello speciale che tagliava i dolori e anche, qualche volta, il rancore, ma riusciva a tagliare persino la felicità, che pure è tutta irregolare e sfilacciata e vaporosa e nemmeno sta ferma sul tagliere.
Lo mangiavano con la forchetta o con le mani, chini sui piatti rotondi, con una ruga sulla fronte, e noi li invidiavamo, e non volevamo aspettare, e non vedevamo l’ora di crescere per mangiarlo anche noi, con quella faccia di penitenza e desiderio che avevano loro, come quando si mangiano i cedri in insalata, o i ghiri della soffitta passati nel miele, o la frittata di uova di tigre.
 Qualche volta – ma raramente – la nonna di nascosto dava anche a noi, sul pane, delle fettine trasparenti, un poco dolci e un poco salate, che odoravano di cotognata, mandorle amare, divieto, sanguinaccio e cannella. Diceva: mangiatelo piano! E noi invece lo ingollavamo, il tempo. Così tanto che non ne sentivamo il sapore, mai.

questo per non esimermi, pur non avendo molto tempo (da tre giorni sono sola al mondo e malata grave, con una faringolaringotracheite febbrile, anzi decisamente invasata, e un cocktail di farmaci nelle vene che, se mi fanno l'antidoping, mi cancellano il post e forse pure il blog), da questa  bellissima cosa escogitata da  Herr Effe e prontamente sostenuta dalla parte viva e vivida della Rete (il tempo della Rete sono i post, si sa: è un tempo postumo e anticipatorio, come realmente il tempo è).

per soprammercato, aggiungo una vecchissima riflessione sul tempo, scritta quando mia madre era ricoverata in ospedale, che è uno dei luoghi in cui il tempo è differente, o forse veritiero; lo trovate nel mio blog archeologico, qui.

E ora vado a farmi l'aerosol e almeno tre telefilm di Fox. Il tempo dei malati è gratis, anche se costa moltissimo. Chissà quanto conterà, alla fine.

postato da manginobrioches alle ore 18:10 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
categoria: separazioni, croniche familiari



Commenti
#1    12 Novembre 2007 - 18:15
 
da brevettare: la dieta del tempo.
val bene per ingrassare e al contempo per dimagrire fino a sparire...;-))
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#2    12 Novembre 2007 - 19:29
 
Nel tempo che ti chiamo a casa e tu mi dici "finisco l'aerosolo e ti richiamo" lascio un commento qui. Alla faccia del tempo. Altro che sgabuzzino. La verdard, mi dulce comader, es un otra: il tempo è commestibile solo quando non esiste. Ed è più buono nel ricordo, quando l'hai perduto e non ritorna. Altrimenti è il tempo che infagocita tutto, che ci ingolla, ma prima ci batte ben bene. L'unica possibilità di degustazione del tempo (traspies a parte) è stare fuori tempo, fuori sicrono, fuori. Ecco sì, non è vero quello ti hanno fatto credere i grandi e neanche quello che hai creduto di ingollare spalmato sul pane. Il tempo è una finzione, necessaria, agli adulti (a quelli che si fingono tali). E' una finzione che dice sempre tante cose non vere a cui noi crediamo per abitudine o perchè siamo abituati a sopravvalutarne l'autorevolezza. Tipo l'occhio di Dio. Ma noi esistiamo più del tempo, ci pesa saperlo, quando invece dovrebbe alleggerirci saperlo. Il fatto è, come già ti scrissi, che bisogna sapersi perdere nella natura caotica di tutta la farcia del tempo , passato presente futuro, perdersi senza smarrirsi, ritrovandosi sempre... in attimi affrancati dal tempo.

saluti da una petite Madelaine senza the (o te?)
:-)

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#3    12 Novembre 2007 - 19:42
 
E meno male che sei fuori combattimento per faringite acuta!
Questa donna è una dea della metafora ed è speciale nel mischiare sentimenti, sapori o odori, che sembra anche a me di mangiarlo il tempo affettato dalla nonna. Splendido.
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#4    12 Novembre 2007 - 22:32
 
Se penso che c'è un tempo che non arriva mai, un tempo che non avrei voluto arrivasse e un tempo che non avrei voluto andasse via mi arrabbio proprio :-) Guarisci presto Mari
utente anonimo

#5    13 Novembre 2007 - 10:59
 
ma allora, cos'è tutta questa fretta di curarsi?
Ma quale aerosol, ma quel bomba chimica endovenosa e intramoenia.
Lei ha da fare i suffumigi.
La sua famiglia matriarcale li avrà ben praticati, no?
Catinio d'aqua bollente in cui s'è gettato, che so, chiodi di garofano, o carrube, o radice di genziana, e folgie di eucalipto, e una manciata di sale (questa non è per la tracheita, è contro il malocchio)
Poi si adagia il viso a pelo d'acqua, sovrastati da asciugamanone o lenzuolo a cupola o a tenda kirghisa, e si inala.
Magari la tracheite non passa, ma sa quanto bene fa, ai pori e alla pelle tutta?
Mentre è lì, può anche divinare il futuro leggendo nell'acqua i fondi delle foglie di eucalipto.
Dopo aver divinato può usare l'acqua, dacché è salata (ut sopra), per cuocervi la pasta alla Norma.
Andiamo, quale aerosol, non mi cada sui fondamentali.
In futuro le parlerò dei senapismi e dei salassi (con sanguisughe e bicchierini sulla schiena)
Lei, in cambio, e per favore, ci parli del Libro dei Rancori.
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#6    13 Novembre 2007 - 12:48
 
a me piace pensare che da piccola impasti le forme di tempo, che poi metti via, a cuocere o a stagionare, per quando sei grande.
Le mie sono nelle scatoline che continuo a trovare per casa.
Ogni tanto ne perdo qualcuna e allora mi vedi correre urlando "non ho più il tempo! ho perso tempo!" quando in realtà vorrei dire "non trovo più la scatolina"
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#7    13 Novembre 2007 - 22:33
 
Penso anch'io che il tempo non esista, come si afferma nel blog linkato.
Specie per chi si diletta a sprecarlo sui blog.
utente anonimo

#8    13 Novembre 2007 - 22:38
 
Sarebbe davvero bello poter chiudere il tempo da qualche parte e poi buttare via la chiave, Giulia
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#9    14 Novembre 2007 - 11:42
 
Come scrivi bene. Tu pubblichi vero? Lo fai anche come lavoro?
utente anonimo

#10    14 Novembre 2007 - 14:33
 
Il libro dei rancori, sì (e piacerebbe anche a me, leggerne).

Ci vuole tempo per cogliere il sapore del tempo, e quando si è giovani questo sembra non passare mai. Invece, a poco a poco, si impara a gustarlo e, a volte, lasciarsene dietro delle briciole, per ritrovarlo ancora.
(Ma nella dispensa stava anche l'angelo trispito, che dal tempo è fuori ma lo custodisce nei suoi cassetti).

Brioche, sui telefilm di Fox c'è da discutere, che anche quelli, a volte, il tempo lo lasciano correre all'indietro. Ma a proposito di tempo, e Fox, e di tempo che passa, hai visto questo?
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#11    14 Novembre 2007 - 15:24
 
Anche per me il tempo non esiste, come afferma l'utente anonimo di prima.
Ma solo quando trovo il tempo di entrare in questo blog.

Gianluca
utente anonimo

#12    14 Novembre 2007 - 18:04
 
Dimenticavo...
Auguri di una pronta guarigione.

G.
utente anonimo

#13    14 Novembre 2007 - 21:16
 
...il tutto naturalmente
messo a cuocere
rigorosamente
in Acqua dello Stretto ,
a Fuoco lento(!) dell'Etna,
na' 'ntcchia di Ninfe...
quelle che conoscono
il passato ed il futuro, però...

Tempo di cottura ? q.b.
per poterlo servire
mescolato al presente.

*

bisousgoûter !



*"Silfide con conchiglia"
di Olga Minardo
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#14    14 Novembre 2007 - 21:25
 
saluti da un sito archeologico.
Ora vado a farmi un bagno, domani vado a chiavari , ho detto chiàvari non chiavàri...
Quando torni nel tuo mausoleo virgiliano? Ti stiamo tutti aspettando, io noti e jah...
utente anonimo

#15    15 Novembre 2007 - 12:38
 
Cari Cartografi, il forum si sta lentamente popolando.

Ad oggi siamo in 18.

Eccoci, uno ad uno:

 



vis

 


hoover

 


azur

 


vener

 


turboscopa

 


biandbo

 


Misery

 


boycotto

 


rosso

 


pispa

 


-cla-

 


supportiles

 


al

 


dido

 


quale?

 


madeinfranca

 


libertango

 


Lavinia

 




Avanti, chi manca all'appello?
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#16    15 Novembre 2007 - 12:50
 
Mia nonna ci dava da mangiare nuvole.
E piangevamo di pianti profondi, nel tagliarle e ingoiarle, pianti infiniti che ti scavavano voragini nel dentro. Quando ci vedeva la gente si metteva a piangere disperata anch'essa, come Barrichello quando vinse la prima gara e disse non è vero, non è. Però poi le nuvole finivano, e appariva il Sole, e il Po diventava più grasso, e pisciando ci ringraziava.
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#17    15 Novembre 2007 - 14:54
 
come può leggere lei stessa dai commenti...il popolo ha fame...
guarisca presto!
:D
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#18    19 Novembre 2007 - 14:57
 
che bella idea, malinconica e delicata.
utente anonimo

#19    20 Novembre 2007 - 01:33
 
ma che ora è...
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Commenti

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